All’Università di Napoli l’Orientale, retta dal prof. Roberto Tottoli,  nella prestigiosa sede del Rettorato in via Partenope, si è tenuta il 19 e 20 maggio la Conferenza finale del Jean Monnet  Network Maps, acronimo di  Migration and Asylum Policies Systems, evento conclusivo del progetto nato nel 2018, coordinato dal professore Giuseppe Cataldi. Durante la due giorni, si è fatto  un bilancio di questi anni di lavoro e cooperazione internazionale con uno sguardo verso il futuro, individuando “best practices” in tema di gestione delle politiche migratorie e di asilo, con un focus sui diritti umani.

Le atrocità della guerra in Ucraina, con il conseguente esodo dei civili ucraini donne, bambini, anziani e malati, ha riportato di nuovo all’attenzione dell’opinione pubblica il dossier dei migranti oltre la sua declinazione cui eravamo abituati: i porti chiusi e le carovane del mare lungo la rotta del Mediterraneo centrale, che hanno reso il Mare Nostrum, secondo una tristemente efficace metafora di Papa Francesco: “il più grande cimitero del mondo senza lapidi”.

Attraverso il coordinamento tra le 10 università, di cui 7 europee e 3 internazionali, di cui l’Orientale è capofila e promotrice del progetto, è stato possibile ad oggi realizzare 27 corsi online per un totale di circa 270 ore di lezione. I corsi, che spaziano su varie tematiche, sono sia in lingua inglese che nelle lingue delle singole Università partner, per garantire una maggiore partecipazione di studenti, e ancora 10 workshop, diverse pubblicazioni, e una piattaforma e-learning dedicata: www.mapsnetwork.eu.

Un network finanziato dai fondi europei dell’azione Jean Monnet. Grande partecipazione ed entusiasmo durante la kermesse alla presenza del coordinatore del progetto il professore Giuseppe Cataldi, docente di diritto internazionale nonché direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università L’Orientale di Napoli.

“Quando le armi parlano, il diritto internazionale non ha più nulla da dire, siamo in una situazione metagiuridica,  cioè fuori dalle regole”: così si è espresso il Prof. Giuseppe Castaldi, docente di diritto internazionale nonché Direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università “L’Orientale” di Napoli, tra gli ospiti, in collegamento diretto dalla sede Rai di Napoli, della puntata andata in onda martedì 17 maggio di Tg3-Linea Notte, autorevole talk di analisi e riflessione sui principali temi della cronaca e dell’agenda politica la cui scaletta però, da quasi tre mesi a questa parte, dall’inizio della nefanda invasione dell’Ucraina da parte della forze armate russe, è monopolizzata proprio dal conflitto in Ucraina.

Tuttavia, come precisato dal Prof. Cataldi, anche in guerra il diritto internazionale non abdica alla propria funzione, anzi:  quasi 200 anni di diritto internazionale, infatti, hanno portato alla codificazione del c.d.“ius in bello”, ossia un corpus di norme che obbligano i belligeranti a garantire l’incolumità dei civili e dei prigionieri di guerra al fine precipuo, per quanto ciò non suoni utopistico e come una contraddizione in termini, di “umanizzare” un conflitto armato. D’altronde, perfino il Cremlino, per bocca del suo portavoce Dmitrij Peskov, si è appellato al rispetto delle leggi internazionali in merito al trattamento dei quasi 1800 combattenti ucraini asserragliati per settimane nei sottosuoli del complesso industriale di Azovstal nella martoriata Mariupol, ridotta a un cumulo di macerie dai russi.

Si è passati all’entusiastica risposta nell’accoglienza dei profughi ucraini; un’evidente disparità di trattamento, come se vi fossero migranti di Serie A e quelli di Serie B, che è stata tra i temi dibattuti, presso il Rettorato dell’Università “L’Orientale” di Napoli, da esperti, italiani e stranieri, in politiche migratorie e diritto d’asilo.